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Una notte di molti anni fa una donna giunse col proprio bimbo a
una piccola capanna isolata ove viveva una vecchia indovina. La
maga li fece accomodare e senza dire altro aprì un libro
magico. Il silenzio regnò per lungo tempo nella stanza poi,
finalmente, levando gli occhi dalle pagine esclamò con voce
profonda: "Oswald imparerà a suonare la cetra e diventerà
un grande cantore, ma né pace né felicità lo
accompagneranno. Fino ad allora però la sua vita scorrerà
serena.
Questa profezia turoò profondamente la povera castellana
che certo non era donna da rassegnarsi tanto facilmente. Prese così
il figlioletto e lo portò nei boschi della Gardenazza - una
montagna che sorge in fondo alla Val Gardena - in cerca dei Gannes.
Quando li ebbe trovati, invocò un incantesimo per impedire
al figlio di suonare un qualsiasi strumento musicale.
Gli anni passarono e il giovane Oswald crebbe forte e prestante
dimostrando grande passione per la musica, ma ogni qual volta provava
a suonare una cetra, unarpa o un flauto, questi gli si rompeva
tra le mani, e quindi veniva soprannominato da tutti Mano di ferro.
Un giorno, mentro il giovane si trovava a caccia sul monte Molignon,
udì una melodia incantevole. Si avvicinò silenziosamente
e vide nei pressi di un cespuglio fiorito di rose bianche una splendida
Elfa che suonava una cetra. Commosso dal dolce canto, rimase nascosto
ad ammirarla mentre il tempo scorreva lietamente. Ma quando anche
lultimo raggio di sole scomparve dietro le montagne, quella
dolce melodia, le rose e la splendida creatura svanirono come per
incanto.
Il mattino dopo il baldo Oswald tornò pieno di speranza sul
Molignon e il cuore gli si riempì di grande tenerezza nelludire
nuovamente il dolce suono e rivedere lincantevole elfa. E
così fu per tutti i giorni che seguirono: rimaneva in disparte,
senza farsi notare, ad ammirarla fino al tramonto. La candida fanciulla
però aveva notato il giovane ammiratore. Le piaceva per la
sua timidezza. Presa infine da un sentimento di tenerezza, gli si
avvicinò sorridente rivolgendogli la parola. Oh, che gioia!
Oswald non stava più nella pelle e subito le confessò
il suo grande amore per la musica e il dispiacere che provava nellimpossibilità
di suonare. A queste parole la elfa gli prese le mani e immediatamente
svelò il mistero. Un incantesimo avvolge le tue rudi
mani e solo un terribile dolore può spezzarlo. Ti auguro
di cuore che ciò non accada.
Da quellincontro sbocciò fra i due un grande amore.
Un amore intenso che è concesso vivere una sola volta nella
vita e mani si può spegnere. I mesi passavano in perfetta
armonia e felicità per i giovani amanti e spesso la dolce
elfa intonava incantevoli melodie che raccontavano del regno coperto
di rose ove era nata e che si chiamava Rosengarten.
Una cosa però non poteva svelare al giovane Oswald, ed era
il proprio nome: Se un giorno tu pronuncerai il mio nome,
sarà la fine per noi e la condanna a vivere eternamente lontani
luno dallaltro.
Ormai era parecchio tempo che il giovane mancava da casa e così
decise di raggiungere Castel Tagusa per visitare la madre e portarle
la notizia del fidanzamento. La madre in realtà pensava che
lunione tra uomini e spiriti dei boschi fosse segnata da una
sventurata stella, tuttavia, vedendo il figlio così felicemente
innamorato, non ebbe il coraggio di ammonirlo e lo benedì
per il suo matrimonio.
Ma ecco che sulla strada del ritorno, mentre cercava un posto dove
passare la notte, Oswald notò una luce lontana. Vi si avvicinò
quatto quatto e vide dei Cristannes seduti attorno al fuoco intenti
a raccontare strane storie. La curiosità era tale che rimase
nellombra con le orecchie ben tese per meglio udire i discorsi
di questi spiriti dei monti.
Caso volle che, giusto in quel momento una Cristanna iniziò
a narrare dellincantesimo che legava le mani al giovane figlio
della castellana di Wolkenstein e dellamore sbocciata con
la bella Antermoja.
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