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Le Dolomiti offrono una miriade di possibilità di escursioni
di alta quota, con un panorama mozzafiato, con terreni e pendii
di ogni grado e difficoltá:
l'Alpe di Siusi offre, in particolare, due itinerari famosi.
Prima della descrizione ricordo brevemente delle regole inderogabili
per chi vuole affrontare la montagna attraverso questo sport affascinante
ma sicuramente pericoloso.
Chi si avvicina a questa disciplina deve avere senso del limite,
umiltà e prudenza particolari nell'avvicinarsi alla montagna
in una delle sue stagioni più belle ma anche rischiose.
- è consigliabile farsi accompagnare da una guida alpina.
- curare i materiali e l'equipaggiamento (sci con attacchi da scialpinismo,
bastoncini, scarponi da scialpinismo, pelli di tessilfoca, "rampant",
zaino, piccozza, ramponi)
- informarsi sullo stato della neve e sul rischio valanghe
- avere un buono stato di allenamento
- avere le basi dell'orientamento e della cartografia
- essere buoni sciatori
ITINERARI
Dal Gardeccia (1949 m) al Flora Alpina
(1718 m)
La tappa è fattibile solo con buone condizioni di neve e
il periodo di valanghe è su tutto il percorso; se la neve
è dura sono necessari i ramponi; la tappa è molto
lunga anche se il dislivello non è molto.
Dislivello in salita 900 m, in discesa 1300 m.
Dal rifugio Albergo Gardeccia si risale la valle del Vaiolèt
verso nord ovest nel suo fondo o seguendo il sentiero estivo raggiungendo
un netto gradino roccioso (le Porte Negre) che si supera per il
pendio a sinistra; proprio sull'orlo del salto si erge il grazioso
e piccolo rifugio dedicato a Paul Preuss.
Subito dietro si trova il rifugio Vaiolèt e la sua dipendenza
invernale (2243 m).
Lasciato a destra il rifugio, se le condizioni di neve sono buone,
si può seguire il sentiero estivo che sale a mezza costa
sul lato sinistro di chi sale (eventualmente, se la neve è
molto dura, conviene calzare i ramponi), se invece le condizioni
di neve non danno affidamento, conviene, subito dopo il rifugio,
scendere al fondo del vallone e risalirlo lungamente senza eccessiva
fatica. Da ultimo si risale anche la testata più ampia che
porta al Passo Principe (2601 m).
Dal Passo Principe si scende l'opposto vallone racchiuso dalle testate
delle cime di Valbona e del Principe, del Catinaccio d'Antermoia
e del Molignon. Si scende tenendosi a destra e mirando poi al ripidissimo
canalone, che si presenta proprio di fronte. L'aspetto è
a prima vista poco incoraggiante ma, con neve buona, è possibile
risalirlo tutto con gli sci, tenendosi prima a destra e poi nel
suo centro. Raggiunto il Passo di Molignon (2614m), tenendosi sempre
a destra, si attraversa una conca verso una seconda selletta: si
scende un ripido e stretto canalino che si apre in un ampio vallone.
Ci si tiene in quota verso destra fino a raggiungere una ripida
costola che si risale faticosamente parte in sci e parte a piedi,
raggiungendo la forcelletta detta dei Denti di Terra Rossa, che
separa le torri maggiori dall'ultimo gruppetto di piccole guglie.
Ci si è così portati verso l'Alpe di Siusi, che si
apre ora davanti a noi. Si scende l'ampio e ripidissimo vallone
(pericolo di slavine) tenendosi a sinistra per circa trecento metri,
poi si gira ancora a sinistra, superando uno stretto valloncello
(q. 2200 m) e sempre verso sinistra sul fianco ovest del Col de
Spied1 si scende puntando verso nord ovest alla stazione della slittovia,
raggiungendo il rifugio Flora Alpina (1718m).
Dal rifugio Flora Alpina (1718 m) a Monte Pana (1637 m)
La traversata può essere fatta solo con condizioni buone
di neve, specie per la salita al Sasso Piatto e la discesa in Val
Duron, dove il pericolo di valanghe è serio.
Qualche attenzione si deve avere anche nella discesa della Forcella
del Sasso Lungo.
Dislivello in salita 1300 m, in discesa 2800 m.
Dal rifugio Flora Alpina, si sale alla malga Saltaria e poi su per
una lunga costola si raggiunge la malga Zallinger, che si lascia
a destra. Si sale poi fino al costone che scende dal Sasso Piatto
(2297 m).
Il Sasso Piatto viene attaccato sul pendio occidentale risalendo
fino a raggiungere la spalla e di qui in vetta.
Con neve buona si può risalire il pendio con gli sei fino
quasi alla spalla. La discesa si effettua per la via di salita.
Raggiunta la sella del Giogo di Fassa, si traversa verso destra
e si scende il ripido pendio che porta in Val Duron, si percorre
la valle fino alla sua fine, raggiungendo Campitello di Fassa.
Da Campitello in seggiovia al Col Rodella, si scende per la pista
al Passo Sella e con le telecabine si risale alla forcella del Sasso
Lungo.
Si attraversa verso nordest al rifugio Vicenza e si scende poi l'ampio
vallone nordest; la neve è spesso farinosa e la discesa ripida
ed entusiasmante. Si raggiunge l'Albergo Monte Pana per la mulattiera
che inizia sui Prati di Confin.
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