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Lo Sciliar detto anche Monte Destino, a sud-ovest, comincia questa
avventura lasciando a chi lo osserva la sensazione di essere al
cospetto di un guardiano.
Un guardiano che a seconda della posizione del sole si traveste
in fantasioso castello gotico.
Le guglie del Santner e dell'Euringer (nomi in omaggio ai primi
salitori rispettivamente nel 1880 e 1884) diventano, quindi, le
torri di questa fortezza.
Il Massiccio dello Sciliar si impone come un colossale altopiano
retto da uno zoccolo scosceso, macchiato da una vegetazione, a tratti
fitta e uniforme, che accresce l'aspetto selvatico e romantico a
un tempo della vasta formazione alpina.
Confina a nord ovest con la Val d'Isarco; a nord est con le Valli
del Rio Nero e del Rio Freddo; a sud est con le Valli di Tires e
del Ciamìn.
Le parti principali in cui il Massiccio dello Sciliar si suddivide
sono: la Cresta di Terrarossa, il Massiccio di Monte Pez, le Punte
di Siusi e la Dorsale del Maglio.
Dal punto di vista tettonico lo Sciliar si può considerare
una zona tabulare separata dalla analoga zona del Catinaccio da
una flessura, (piega), corrispondente alla Creda del Ciamìn
ed alle Cime del Principe. Questa flessura è complicata da
una faglia inversa sulla quale è impostata l'Alpe di Tires
e che prosegue attraverso il gruppo fino alla Valle del Rio Sciliar,
costituendo la linea dell'Alpe di Tires.
A forma grossolanamente triangolare, con il lato maggiore a ovest
e il più ridotto a est, è con quest'ultimo che si
lega al Catinaccio propriamente detto, del quale si colloca a nord
ovest. Il rilievo più alto dell'altopiano, tutto a modeste
gobbe, e il Monte Pez, 2564 m verso nord la Punta Euringer, 2397
m, e la Punta Santner, 2414 m, a cui si deve il caratteristico profilo
di straordinaria bellezza che distingue l'intero insieme da Bolzano,
dall'Altopiano del Renón, dall'Alpe di Siusi e dagli alti
pascoli della lontana Val di Fassa.
Ancora più a Nord si trovano il Monte Castello e la Gola
di Siusi (Seiserklamm) e il Piccolo Sciliar che segna l'estremo
margine ovest del pianoro.
All'Euringer Spitze come in altre parti del massiccio pervengono
arditissimi itinerari.
"Maestoso nella sua semplicità, mansueto e pacato nelle
immense proporzioni" lo Sciliar è costituito da una
poderosa massa di dolomia detta anche "Dolomia dello Sciliar",
la stessa che costituisce i Gruppi del Catinaccio, del Sassolungo,
delle Odle, delle Pale di San Martino e la parte inf. del Gruppo
del Sella. Sul ripiano sommitale, il Monte Castello è un
accertato luogo preistorico di culto del sole e degli astri e vi
sono stati ritrovati resti preistorici, oggetti in bronzo, una statuetta
di origine romana e due monete romane rispettivamente di Tito e
di Valente. Si può affermare che sulla sommità del
M. Castello dovette esistere nell'Età del Ferro, perdurando
fino in piena età imperiale romana, un luogo di culto, nel
quale le antiche popolazioni altoatesine si recavano ad accendere
grandi roghi sacrificandovi buoi, pecore, stambecchi, ecc. e probabilmente
a compiere libagioni con caratteristici boccali rostrati appartenenti
alla cultura di Luco (Laugen).Infatti la sommità del monte
è ricoperta da uno spesso strato di terra carboniosa contenente
abbondanti frammenti di ossa bruciate e di corni fittili. Una leggenda
vuole che le ragazze che non hanno volontà di sposarsi, siano
costrette dopo la morte a stare sulla sommità.
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