alpe di siusi seiser alm

La necessità indusse gli uomini della montagna a escogitare un sistema efficace e pratico per vincere l'ostacolo della neve nel lungo inverno. L'antichità degli sci è dimostrata dai continui rinvenimenti archeologia.
Nella caverna di Rödöy, un isolotto norvegese, furono scoperti disegni stilizzati di sciatori attribuiti alla preistoria nordica. Frammenti di sci o anche sci interi furono trovati in Scandinavia e in Siberia; attualmente l'esemplare più antico è considerato lo sci di Ovrebb, in Norvegia: secondo gli archeologi esso risalirebbe al periodo che, nella storia delle civiltà nordiche, segna il passaggio dall'età del bronzo all'età del ferro, e cioè a 2500-3000 anni fa. L'area di diffusione dello sci antico si può dividere in quattro zone. Nella zona comprendente la Groenlandia centrosettentrionale e il Nord America fu in voga soprattutto la racchetta da neve, un attrezzo in legno di forma pressoché ovoidale con intelaiatura di corde o di vimini; queste racchette, che vengono applicate alle scarpe, sono tuttora in uso presso gli indiani del Canada. Lo sci meridionale, diffuso nel Nord Europa (esclusa la Scandinavia), nelle Alpi e nel Caucaso, era piuttosto corto, pesante, larghissimo e completamente piatto; era guidato per mezzo di funicelle fissate alla punta, e con tutta probabilità serviva solo per le discese. La zona dello sci artico comprendeva la Norvegia settentrionale, la Finlandia, la Siberia e il Giappone; l'attrezzo, lungo 150-170 cm e largo 20 cm, era diretto per mezzo di funicelle come lo sci meridionale, ma era più leggero e sottile, aveva punte ricurve alle due estremità e, nella parte inferiore, era ricoperto con pelle di renna o di foca per ottenere, in salita, una maggior presa sulla neve.
Nella Groenlandia meridionale, in Islanda, in Svezia e nella Norvegia centromeridionale si diffuse lo sci nordico, che è la forma più vicina a quella odierna. Infatti era stretto e lungo (fino a 4 m), più leggero rispetto agli altri tipi descritti, e non aveva funicelle; gli sciatori si servivano di una lancia o di un lungo bastone, progenitore dei moderni bastoncini. Nei primi secoli d. C. fu in uso uno strano tipo di sci, mezzo artico e mezzo nordico, costituito da uno " sci sinistro " (langskia) lungo e sottile, adatto alle grandi velocità, e uno " destro " (andoren) molto corto, largo e foderato di pelle, che era adoperato per spingere o per guidare e frenare. Lo sci artico ha dato il nome a questo sport della neve; il termine " sci " deriva infatti dall'antico norvegese skid, che significa appunto
" ricoperto di pelle ".
In un racconto scandinavo, la Saga del re Harald, si narra di una competizione sciistica, avvenuta nel 1050 tra il fortissimo re Harald Hardraade e il guerriero Heming, che risultò vincitore. t- questa la prima gara ufficiale di sci che si conosca. Sempre nell'XI secolo visse lo scandinavo Arnljot Gelline, un famoso sciatore, le cui imprese sono ricordate in alcune leggende nordiche; si dice che una volta egli abbia percorso 200 km in sci, per sottrarre ai crudeli nemici il piccolo re Haakon.
Venuti a contatto con la civiltà europea, gli Scandinavi abbandonarono la pratica dello sci, per riprenderla poi verso la fine del XVIII secolo con i Norvegesi, che se ne servirono a scopo militare. Sperimentatane la grande utilità, gli stessi Norvegesi pensarono di istruire le leve organizzando annualmente delle gare comprendenti: tiro col fucile militare in corsa, discesa libera, discesa obbligata senza bastoncini e gara di fondo di 3 km con zaino di 20 kg, con moschetto e baionetta; per quest'ultimo tipo di competizione si concedeva il tempo massimo di 15'. Nel 1874 risultò vincitore in una di queste difficili prove il celebre esploratore norvegese Fridtjof Nansen, che quattordici anni dopo attraversò in sci tutta la Groenlandia.
La patria del moderno sport dello sci è la Norvegia, e precisamente la Valle di Morgedal, nel distretto del Telemark. Furono proprio alcuni campioni di Morgedal a creare la moderna tecnica dello sci, a perfezionarne l'attrezzo e a diffonderne la pratica in tutto il mondo; sono da ricordare, tra i tanti, Sondre Norheim (1825-1897) e i fratelli Mikkel e Torjus Hemmestveit.
Sull'esempio norvegese sorsero nell'Europa centrale varie scuole di sci, soprattutto in Austria e in Svizzera: questa ebbe in Hannes Schneider un tecnico e un campione di altissimo valore. Per merito dei Norvegesi si diffuse in Svizzera lo sci-kjoring, una specialità sportiva nella quale gli sciatori vengono trainati per mezzo di funi da cavalli lanciati al galoppo; di questo sport invernale, tuttora praticato in territorio elvetico, si disputano corse a cronometro.
L'attività internazionale dello sci agonistico è controllata dalla FIS (Fédération Internationale du Ski). In Italia lo sci è regolato dalla FISI (Federazione italiana sport invernali), che ha sede a Milano.

- I soldati norvegesi Birkebeiners -
- De Bellis Glaciali -
- Sciatori guerrieri -
- In volo! -
 

 
Home Page E-mail Meteo Live cams Alpe di Siusi Hotels e rifugi