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Storie d'altri tempi
Streghe, forze magiche e sacrifici rappresentano una miscela di
leggende e avvenimenti tragici dei tempi remoti della zona.
Lo Sciliar e la zona circostante sono elementi fondamentali nelle
storie delle streghe e nelle tradizioni sulle streghe. Ciò
è dovuto senz'altro alle circostanze in cui si sono sviluppati
i processi di Fié contro le streghe, che sono menzionati
in molti documenti storici e che sono noti ancora oggi.
Negli anni compresi tra il 1506 e il 1510, nel castello di Presule,
sede del tribunale di Fié, si sono svolti nove processi,
i più antichi condotti in tutto il Tirolo nei confronti delle
streghe.
Dinanzi alla corte, presieduta da Leonhard von Völs, accanito
persecutore di streghe, furono portate nove donne.
Le donne, processate e giustiziate in modo atroce (dal rogo allo
squartamento), venivano accusate di causare tempeste e rovinare
il raccolto, di partecipare a sabba infernali, voli notturni su
scope, uccisione di bambini non ancora nati, abiura e molti altri
misfatti.
E' in realtà con l'avvento del Cristianesimo che certi riti
ritenuti propiziatori vennero considerati poi diabolici e le donne
che li praticavano streghe.
Il Folklore si fonde con fatti documentati da fonti storiche: nonostante
i tempi bui della caccia alle streghe e dei processi sommari del
XVI secolo la gente del posto è comunque rimasta affezionata
all'immagine caratteristica della "strega sulla scopa",
diventata simbolo e mascotte pubblicitaria.
Nei pressi della Bullaccia si possono ancora ammirare i luoghi
dove le streghe si riunivano e celebravano i propri riti: sono "le
sedie e le panche delle Streghe" (Hexenstügle e
Hexenbänke).
Si narra che la più vecchia ed autorevole tra le strghe si
sieda volentieri sulle panchine di Bullaccia per ammirare il panorama
circostante.
Nei loro viaggi notturni le streghe dello Sciliar amano riunirsi
nei pressi delle panchine prima di lanciarsi in un'orda compatta
verso la montagna, sorvolando con grida sfrenate l'Alpe di Siusi.
Le streghe di tutta la zona si ritrovano a festeggiare in folli
raduni soprattutto il giovedì, sullo Sciliar.
Sulle panchine preparano le tempeste più violente e più
antiche. Sedute lì, fanno apparire nuvoloni neri carichi
di tuoni e fulmini, e persino nubi gialle gravide di grandine, che
dallo Sciliar, dal Corno del Renon e dalla Val Gardena si trascinano
lente sopra Castelrotto, Siusi e Fiè.
Se non si riesce a far suonare in tempo le campane, un temporale
infernale si scatena su tutta la zona, provocando enormi danni.
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