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Uno dei paesaggi di montagna piú suggestivi dell'Alpe di
Siusi é la piccola Alpe di Zallinger, con il suo incantevole
rifugio omonimo, chiamato anche Rifugio Giogo, perché si
trova al piede del Giogo di Fassa, che collega l'Alpe di Siusi,
il Monte di Castelrotto e la Val Gardena con la Val Duron e la Val
di Fassa.
L'Alpe di Zallinger, che si estende gran parte sopra i 2.000 metri,
si trova al lato sudest dell'Alpe di Siusi, ai piedi della grande
scarpata dolomitica del Sasso Piatto, degli Orli di Fassa, ricchi
di roccia vulcanica e del cocuzzolo del Gransereck. Subito a nordest
dello Zallinger, una zona alpina ricca di bellezze naturali, si
estendono i vasti pascoli ed i prati falciabili, disseminati in
estate di fiori di montagna dell'Alpe di Cumun. Subito a Sudovest
dello Zallinger si estende l'Alpe di Curosoa (Gardejea) con la montagna
quasi nera, a forma di larga piramide, chiamata Monte Pallaccia
(2.350m.).
Il torrente Zallinger, con le sue acque di alta montagna limpide
e fresche, collega l'Alpe di Zallinger, attraverso un bosco di montagna
ricco di conifere, con l'estesa conca di Saltria.
La carpata di scogliera del Sasso Piatto è costituita interamente
da rocce di dolomia dura, chiara. Le altre elevazioni piú
basse, che circondano lo Zallinger, sono costituite di roccia vulcanica
nera-marrone del Triassico medio e cioé le piccole montagne:
Giogo di Fassa, Pallaccia, Cresta Nera, Gansereck, con la parete
scura, detta di Karlott. La roccia vulcanica che forma queste dorsali
montuose e anzitutto porfirite augitica di origine submarina. In
queste piccole montagne e nelle vicine del Curosoa, del Dialer e
dei Denti di Terrarossa si trovano ancora oggi, sparsi qua e là,
minerali con bei cristalli colorati come quarzo, quarzo ametista,
calcite, heulandite, natrolite, seladonite, apofillite, prenite,
cabasite ed augite. Sull'Alpe di Zallinger, che ha un'estensione
di piú decine di ettari, divisi fra alcuni proprietari, si
trova, dalla primavera fino all'inizio dell'autunno, una bella e
ricca vegetazione, anzitutto flora alpina. Tra gli alberi, solo
conifere, domina il pino cembro con le sue grosse pigne di colore
bluastro. Poi resistono qui ancora alcuni esemplari di abete rosso
e di larice, che si inerpicano molto in su per i pendii ripidi ed
erbosi. Molto copioso appare l'alno verde, un cespuglio ricco di
foglie, che sul lato sud dello Zallinger forma il limite superiore
del bosco. Per quanto riguarda la flora alpina l'Alpe di Zallinger,
l'Alpe di Cumun, la zona del Dialer e dei Denti di Terrarossa-Sciliar
é una delle piú ricche in Alto Adige. Essa contiene
anche alcune rarità, tipici endemismi. II nome antico, originale
ladino-tirolese dell'Alpe di Zallinger era fino verso il 1860 Sassegg.
Purtroppo é andato in disuso, dopo che il Signor Karl von
Zallinger di Bolzano aveva acquistato la malga nel 1857 la capella
di montagna, dedicata a Maria Vergine e trasformó l'antica
e rinomata malga Zallinger nel rifugio omonimo, battezzato negli
anni trenta Rifugio Giogo. Attualmente sono proprietari del rifugio
e della malga Zallinger Hans Schenk-Trojer di Laion in Val d'Isarco
e la moglie Luisa Schieder. I coniugi si impegnano - per soddisfare
i desideri dei molti turisti, anzitutto escursionisti, passeggianti,
anche montanari, d'inverno per gli sciatori e coloro che usano la
slitta - a curare una casa ospitale e simpatica ed una cucina buona,
nostrana. Il rifugio Zallinger, nonostante sia collegato ben d'estate
con il Monte di Castelrotto, grazie ad autobus di linea e d'inverno
con una rete di impianti di risalita, si trova in una posizione
bellissima, ricca di natura alpina ed ancora quasi indisturbata.
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